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Archivio della Famiglia Rosselli
LE CARTE
Per la consultazione dei documenti del fondo archivistico della Famiglia Rosselli è necessario procedere seguendo un percorso strutturato, articolato su più livelli, che rispecchia l'organizzazione delle carte così come si è andata sviluppando storicamente.
Per alcuni documenti si presentano la trascrizione o la riproduzione digitale.
 Le carte risorgimentali dell'archivio Rosselli 
La sezione risorgimentale conserva 775 documenti dal 1805 ai primi del 900 ed è organizzata in due fondi ben distinti, provenienti l'uno, il Fondo Nathan-Rosselli, dal ramo paterno, l'altro Il Lascito Pincherle, dal ramo materno. Le carte sono accompagnate da note di studio di Nello Rosselli del 1933-1937. Il primo fondo si può identificare essenzialmente come l'archivio di Janet Nathan Rosselli, la prediletta di Mazzini fra i figli di Sarah Nathan. In esso si trovano, insieme a materiale di propaganda mazziniana e risorgimentale e a pochi documenti di familiari, i diari personali di Janet e la sua corrispondenza. In particolare le lettere di Maurizio Quadrio, istitutore dei giovani Nathan a Londra e amico di famiglia, le lettere della madre dopo il matrimonio di Janet con Pellegrino Rosselli, le lettere ricevute dal fratello Joe durante la prigionia nel carcere giudiziario di Milano e in seguito durante i suoi spostamenti tra Londra e Lugano insieme a Mazzini. Il carteggio rappresenta un buon contributo agli studi mazziniani nell'intrecciarsi di notizie su Mazzini - spesso piccole note di carattere familiare ma non solo - nel seguire puntualmente i suoi spostamenti e i suoi soggiorni da Londra, a Lugano a Pisa, il suo stato di salute, la sua morte infine. La documentazione è stata oggetto degli studi di Nello Rosselli come testimoniano note e appunti autografi rinvenuti nel fondo. Il secondo fondo - risultato di un lavoro appassionato e paziente che ha coinvolto i componenti di diverse famiglie per tre generazioni - accoglie le testimonianze del ramo materno. Proveniente per la maggior parte dagli archivi di Jacopo Capon, di Giacomo Pincherle, dei fratelli Alessandro e Sansone D'Ancona e di Alessandro Romanelli, è stato integrato anche da piccoli acquisti di Gabriele Pincherle e Nello Rosselli e da donazioni di amici e parenti, quali Clelia Nathan o i Provenzal. Sia i documenti D'Ancona - Romanelli sia l'archivio Capon furono lasciati a Gabriele Pincherle, da qui la denominazione di "Lascito Pincherle", e da questi trasmessi a Nello Rosselli. Per i suoi studi, Rosselli mette mano all'intero corpus, ne fa una cernita - in una nota troviamo "Esaminati luglio 1932 e prescelti quelli di interesse politico. Nello" - e riordina i documenti selezionati condizionandoli in cartelline che recano l'intestazione "Raccolta autografi. Nello Rosselli". Nella raccolta, catalogati e riordinati, confluiscono larga parte dei documenti dell'album composto da Alessandrina D'Ancona Zabban, diverse carte del prozio Jacopo Capon, alcune lettere provenienti dall'archivio di Janet Rosselli e gli acquisti sul mercato antiquario. Il fondo si presenta, dunque, organizzato in piccoli nuclei documentari - che fanno ancora capo ai singoli soggetti produttori - e nella raccolta di autografi di personalità dell'Ottocento e primo Novecento in cui, tra le numerose testimonianze del mondo scientifico, letterario e politico, spiccano nomi illustri di statisti e intellettuali quali Cavour, Mazzini, Garibaldi, Gioberti, Giolitti, Ricasoli, Pellico, Pisacane, Sella, Zola, D'Annunzio, Serao. Gli ambiti di attività dei personaggi da cui provengono le carte spiegano la presenza nell'archivio di molti dei mittenti, e mettono in luce anche i possibili spunti di ricerca: A Sansone d'Ancona e Alessandro Romanelli fanno capo più precipuamente i corrispondenti impegnati in campo politico ed economico-finanziario. Tra gli altri, Luigi Luzzatti, Gaspare Finali, Agostino Magliani, Quintino Sella, Marco Minghetti, Pietro Rota. Molti documenti accennano alle vicende ed effetti del corso forzoso in Italia. Ad Alessandro d'Ancona sono più legati nomi della cultura e del mondo delle riviste letterarie e degli editori come Aleardo Aleardi, De Sanctis, Vieusseux, Paravia, Nigra, Vannucci. A Jacopo Capon fa capo un insieme più eterogeneo di mittenti che si spiega facilmente con la sua lunga attività di giornalista in Italia e in Francia (dove sarà conosciuto come Jacques Caponì). Questi è uno dei testimoni delle vicende della famiglia a partire dall'assedio di Venezia del 1848, di cui scriverà nei suoi "Ricordi" (1) al termine della sua carriera. Corrispondente clandestino de "La Perseveranza", poi collaboratore da Parigi de "Il Fanfulla" con lo pseudonimo di Folchetto, e dei periodici parigini "La Liberté" e "Figaro", per quasi quarant'anni frequenta gli ambienti politici e diplomatici, i salotti e i circoli culturali parigini e la comunità degli esuli italiani, stringendo amicizie che continueranno in cordiali contatti epistolari per tutta la sua lunga vita. Non a caso quindi nella collezione si trovano lettere di personalità quali Edmondo De Amicis, Costantino Nigra, Emile Zola, Gabriele D'Annunzio, Matilde Serao, Felice Cavallotti ecc. La Fondazione Rosselli ha valorizzato questi documenti pubblicando il volume "Le carte risorgimentali dell'archivio Rosselli. Inventario", a cura di Carla Ceresa, Valeria Mosca e Daniela Siccardi, Torino 2006." (1) Ricordi di Folchetto (Jacopo Caponi), Società Tipografico-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1908.
Il fondo Nathan-Rosselli
Il lascito Pincherle
Note di Nello Rosselli
 Archivio familiare 
Questa sezione accoglie al momento la documentazione sino al 1930 finora schedata. La parte preponderante è rappresentata dal carteggio, anche se non mancano alcuni documenti di carattere personale, quali attestati, diplomi, certificati, conti etc. e una raccolta di lettere, ritagli di giornale, documenti e fotografie concernenti la morte di Aldo Rosselli durante la prima guerra mondiale. Il carteggio comprende: - la corrispondenza di Joe Rosselli dal 1874 e al 1911; - le lettere inviate ad Amelia Rosselli dal 1880 al 1930*; - la corrispondenza tra Amelia e il marito Joe Rosselli dal 1890 al 1911; - le lettere inviate ad Aldo Rosselli dal 1900 al 1916; - le lettere inviate a Carlo Rosselli dal 1914 al 1930*; - le lettere inviate a Nello Rosselli dal 1915 al 1930*; - le lettere inviate a Gabriele Pincherle dal 1892 al 1928; - le lettere inviate a Maria Rosselli dal 1908 al 1930; - le lettere inviate a Marion Rosselli dal 1926 al 1930; - le lettere inviate ai genitori di Maria Rosselli, Luisa e Max Todesco dal 1925 al 1930; - il piccolo nucleo documentario di Giorgina e Giulio Zabban (zia Gì e zio Giù) che comprende le lettere di Amelia, Carlo e Nello Rosselli e di Gabriele Pincherle agli Zabban dal 1903 al 1930, la corrispondenza fra i due coniugi e le lettere a loro indirizzate da corrispondenti diversi. * le lettere fra Amelia Rosselli e i figli sono in parte pubblicate in "I Rosselli. Epistolario familiare di Carlo, Nello, Amelia Rosselli, 1914-1937", a cura di Zeffiro Ciuffoletti, Mondadori, Milano, 1997 (in nota alle singole schede "pubblicata in Epistolario, Ciuffoletti 1997").
Joe Rosselli
Amelia e Joe Rosselli
Amelia Rosselli
Aldo Rosselli
Carlo Rosselli
Nello Rosselli
Marion Rosselli
Maria Todesco
Gabriele Pincherle
Luisa e Massimo Todesco
Giorgina e Giulio Zabban